Come ogni grande storia anche questa inizia da un incontro: quello tra Michele e Francesco.

Michele è uno Chef, Francesco un commerciale.
Michele è un creativo, Francesco è uno caparbio.
Michele ha un ristorante, Francesco vuole diventare suo fornitore:
Michele non acquista, e non acquisterà mai, niente da Francesco.

Ma nulla succede per caso, e così, durante le instancabili visite al ristorante di Michele -il Bistrò Nana- Francesco scopre qualcosa che cambierà la vita di entrambi: Patatas Nana.

Se credete che questa non sia una scoperta provate a pensare al gusto delle patate. A Francesco, nell’assaggiare quelle preparate da Michele, sembrò di sentire il sapore delle patate per la prima volta.

Quella scoperta portò con se un desiderio che i due condividevano: contagiare tutti con tanta bontà .

In un’epoca in cui “aggiungere” è un atteggiamento impulsivo e compulsivo, forse per nascondere la mediocrità, forse per cercare di offrire qualcosa di più, abbiamo dimenticato gli antichi sapori, abbiamo disimparato a conoscere il colore naturale delle cose, abbiamo perso la conoscenza del vero e del genuino.

La rivoluzione di Michele è stata, una volta trovata la materia prima migliore, non aggiungere nulla a qualcosa che era già perfetto di suo.
La rivoluzione di Francesco è stata credere in un progetto che va contro le logiche moderne.
La rivoluzione che vuole essere Patatas Nana è quella di stupire in tutta la sua semplicità, e per rendere lo stupore alla portata di tutti lo abbiamo chiuso in un sacchetto.

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